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Estar en la viva

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E’ da qualche settimana che non pubblico..argh mi sarebbe piaciuto farlo ma le cose cambiano e arrivano talmente in fretta che non riesco ad avere tempo per pensare a qualcosa di carino.

La tesi..la storia della mia tesi verrà raccontata ai posteri per generazioni, visto che assomiglia più ad una sitcom argentina che ad un progetto di design. Tripli e quadrupli colpi di scena, 3-4 progetti presi in considerazione, 2300 professori cambiati, tentativi di sequestro con conseguente riscatto e controricatto e ostacoli apparentemente invalicabili. Per non parlare dell’odiosa burocrazia universitaria, inspiegabile e incomprensibile. Io e il prode Valerio stiamo davvero affrontando qualsiasi tipo di cosa.

Oggi fra gli schizzi per il progettino di tesi mi è venuta fuori questa pseudo-vignetta (che non c’entra niente col post) ma vuoi la primavera..il caldo desertico che incombe o magari è un messaggio in codice del mio inconscio. (l’interpretazione è libera.)

Ps. Dedico la vignetta a Rony. Lui sà perchè. :)

Born to kill!

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Vignetta nata in una pausa caffè. Guardavo la tabaccheria e l’ispirazione non è mancata. Commentate!

Guardando la tv

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Inizialmente pensavo fosse una battuta abbastanza stupida da essere vignettizzata. La scorsa sera invece (sarà stato il buon vino) ha avuto un discreto successo fra i ragazzi dei democritici.

Ed eccola a gran richiesta la vignetta sui pampers!

Touch it!

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push it!

push it!

Vi presento il mio nuovo bagno..

Scusatemi ma lo dovevo fare ad ogni costo. Momento vignetta. Enjoy.

Ogni cosa ha il suo ciclo.

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Qualche giorno fà sono tornato a casa, ho preso una pausa dall’università, dal lavoro, da internet. E’ stato bello ritrovare i miei genitori e quella vita sfrenata che ogni volta che torno a casa mi avvolge. E pure ogni cosa hai suoi limiti, il suo ciclo.

A Grottaglie ho avuto modo di riabbracciare vecchi e nuovi progetti, di riincontrare vecchie e nuove amicizie. Di scrivere per un giornale locale, di scrivere di Loredana. Un articolo sentito, spero sia piaciuto.

Sono tornato a fare visita al mio vecchio professore di descrittiva, Galiandro. Sono tornato alla mia vecchia scuola superiore, sempre più decadente e senza stimoli. Una pallida controfigura di quello che un tempo è stato. Come dicevo ogni cosa ha il suo ciclo.

Chiacchierando e ricordando le vecchie cose mi ha fatto molto piacere respirare seppur per qualche ora quell’aria e modellare qualche oggetto che maniacalmente un tempo coltivavamo.

Galiandro è un ottimista un ostinato e testardo combattente, non si ferma mai. Lui insegna descrittiva. La stessa materia che per troppi mesi ho studiato. Pensavo fosse totalmente inutile, bhè.. ho avuto fin troppi motivi per ricredermi. Ha molte cose in comune con la matematica (altra materia per cui sono negato) ed aiuta ad analizzare, a pensare. Caro Marco, mai giudicare prima di conoscere! Ahimè!

Lui e i ragazzi stanno analizzando e approfondendo le  forme classiche della ceramica Grottagliese. Parlandone e gingillandomi con qualche modello 3d mi sono venute molte idee: semplici, radicali.  Come mai nessuno del quartiere prima c’ha mai pensato? Perchè insistere ostinatamente con la tradizione, con i soliti materiali?

Questo è uno dei render fatti al volo con i progetti di alcuni dei ragazzi della scuola. E’ un tavolo porta oggetti ricavato da un vaso. Di mio ci sono solo i colori delle luci e dello sfondo.

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Fra accendini ci s’intende.

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Come al solito mi piace giocare con gli oggetti. Oggi per un eccesso di accendini in casa mi è venuto un colpo di vignettismo acuto, il risultato è questo.

Sto iniziando a pensare di produrre qualche filmatino in stop-motion con questi soggetti. Cosa ne uscirà fuori? Bho!

Who i am II

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Odio le classificazioni. Odio ” i settori specifici”, odio l’indiscriminante culto del bello e dell’estetica che contraddistingue la nostra epoca. Odio le vie di mezzo.
Il brutto è sempre utile e funzionale, mi attrae. Quanto mi attrae il bello senza scopi, amo la sincerità sicuramente. L’estetica che non mente, l’arte fine a se stessa.
Nella nostra epoca il bello è sempre sinonimo di lusso, di costo, di apparenza, di elevazione sociale. Perche l’estetica è marketing, è denaro.

E allora chi è il designer oggi? «  E’ una puttana, un pò ladra. »(grande Ruffilli)  Senza carattere e posizione.

Amo la trasposizione, l’incontro, la condivisione. Adoro quando in un progetto si uniscono due esperienze opposte e diverse. I figli illeggittimi del design. E’ la vera chiave per crescere, conoscere e creare. Non sono un designer, ne un fumettista, ne uno scultore o un pittore, nemmeno un fotografo o un ceramista (ahah). Ma mi piace mescolare le cose. Unire.

Potrà sembrare una concezione sorpassata e abbastanza rigida, ma credo che quasi sempre forma e colore siano figli della funzione, dello scopo che prefiggiamo ad un oggetto. Come in qualsiasi cosa appartenga alla natura, il colore indica, attrae, istruisce, come la forma del resto.
Poi sta a noi enfatizzare gli elementi sensoriali, ironici, giocosi, inconsci o provocatori. Renderli espliciti o impliciti.

Qualcuno mi ha chiesto di scrivere su come la penso, su come opero solitamente. You’re served.

Yes! Weekend!

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Vignetta ideata a 4 mani, ringrazio Davide Micera per la bellissima idea, complimenti ancora per il sottilissimo senso dell’humor!

ps. ah la battuta e’ vecchia..ma sempre d’effetto :D

Fra uccelli ci si intende.

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Una vignetta ispirata dalle centinaia di uccellini svolazzanti fuori dalla mia finestra. Ovviamente l’immaginazione pensa al resto.

Android bush

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Le cose più simpatiche a volte vengono per gioco, quasi per scherzo. Oggi in una pausa dal lavoro martellante ho ritoccato questa scenetta, tanto di cronaca in questi giorni. Amo questi momenti di ispirazione improvvisa, sono i più fruttuosi.

Senza tante pretese estetiche..l’idea mi è piaciuta molto, ed è stata postata su buzzfeed.com in cui c’è una serie di montaggi di questo teatrino amoroso.

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