moglie e buoi..

Come al solito i discorsi con Anna sono una fonte inesauribile di vignette.. XD

Come al solito i discorsi con Anna sono una fonte inesauribile di vignette.. XD
Da molto tempo dico di voler scrivere sul blog, oltre le vignette.
La questione e’ cosa scrivere. Ci sarebbero tante cose da scrivere..davvero tante. Mi viene da pensare a tutte le volte che ho scritto e non c’era molto da scrivere. Stranamente ora resto zitto, come quando hai timore di dire merda, per paura di schiacciarla. (metafora poco elegante vabè)

Uno dei pazzi schizzi per un parco a tema su pinocchio.
Come dice il Prof. Ruffilli: “Moriremo senza essere compresi”…o moriremo nel tentativo di esserlo, aggiungo io.

« Se qualcosa può andar male lo farà. » (Legge di Murphy)
Vignetta al volo, suggerita da questa lampada moooolto vintage che casualmente era storta dopo le pulizie di camera.

Vignetta politica, ogni tanto ci vuole ^^
Ps. Ringrazio la “dolce” Altea per l’aiuto nei dialoghi! Ahah!

Ricominciamo la stagione! La vignetta è nata leggendo una famosissima frase di A. Einstein.
E’ da qualche settimana che non pubblico..argh mi sarebbe piaciuto farlo ma le cose cambiano e arrivano talmente in fretta che non riesco ad avere tempo per pensare a qualcosa di carino.
La tesi..la storia della mia tesi verrà raccontata ai posteri per generazioni, visto che assomiglia più ad una sitcom argentina che ad un progetto di design. Tripli e quadrupli colpi di scena, 3-4 progetti presi in considerazione, 2300 professori cambiati, tentativi di sequestro con conseguente riscatto e controricatto e ostacoli apparentemente invalicabili. Per non parlare dell’odiosa burocrazia universitaria, inspiegabile e incomprensibile. Io e il prode Valerio stiamo davvero affrontando qualsiasi tipo di cosa.
Oggi fra gli schizzi per il progettino di tesi mi è venuta fuori questa pseudo-vignetta (che non c’entra niente col post) ma vuoi la primavera..il caldo desertico che incombe o magari è un messaggio in codice del mio inconscio. (l’interpretazione è libera.)
Ps. Dedico la vignetta a Rony. Lui sà perchè.


Non ho saputo resistere ad una gag fatta dai miei amici, peccato si siano trasformati in una penna ed una gomma!

Del ponte di Calatrava (e dei suoi gradini) se ne sta parlando abbondantemente in questi giorni..chissà Silvio come la pensa!
Torno ad esaminare il rapporto che abbiamo con gli oggetti..un pò c’avevo già pensato un pò mi è venuta voglia.
Solitamente mi piace vedere oltre agli oggetti, oltre i significati e i tipi d’utilizzo. Ogni cosa in un oggetto può essere trasferita di significato: l’uso visivo, l’impiego, i materiali e i ricordi legati all’oggetto.
Una sorta di metafora che tocca i cinque sensi. La metafora quindi è resa tramite il trasferimento dei significati dovuti alla somiglianza, il classico esempio della nuvola a forma di coniglio. Così avviene (anche inconsciamente) per tutti gli altri tipi di somiglianze.
Pensavo a come fare ad infondere in un oggetto un archetipo (di Jung) di qualche genere. Un evocazione di ricordi.
Magari tramite i materiali o la forma, qualcosa che coinvolgesse i cinque sensi e che ricordasse le idee innate e predeterminate appertenenti all’inconscio collettivo. I ricordi infatti possono essere soggettivi, ( prendono forma dopo che l’oggetto viene acquistato, usato, messo da parte ) o possono essere oggettivi, inconsci, predeterminati dalla cultura.
Il solito don chisciotte contro i mulini a vento? Magari anche no.
