“Il presidente Barack Obama, alla faccia dell’impegno della moglie per le campagne alimentari contro l’obesità, ha portato il collega russo Dmitri Medvedev, dopo la prima parte del loro colloquio alla Casa Bianca, a pranzo in un tipico locale in Virginia che vende hamburger. Obama e Medvedev sono usciti insieme dalla Casa Bianca nella stessa vettura per recarsi al Ray’s Hell Burger ad Arlington. Un percorso di soli sei minuti. Il presidente Obama, a causa del caldo intenso, si è tolto la giacca. Il lunch all’americana si è svolto in una atmosfera molto informale confermando il calore dei rapporti personali tra i due leader.”
Ma questo, vi ricorda qualcosa? No? …ancora niente??
L’arte per me è chiedersi chi è l’artista dietro l’opera.
Usualmente preferisco sempre conoscere la storia dell’artista nei particolari e nelle vicende sociali, più che affidarsi semplicemente alla mera descrizione dei quadri o della corrente artistica, perché le vicende che trascinano un artista nella sua vita, sono la matrice che genera il quadro. La pittrice è un filtro, che traspone se stessa e la sua vita su una tela.
Loredana, l’ho conosciuta quasi per caso, su internet.Mi ha sempre attratto parlare in rete, la gente può relazionarsi in modo diverso, riflessivo, parallelo. Non sostituisce sicuramente in modo giusto la realtà, ma ti permette di percepire alcuni lati impossibili da cogliere personalmente.
Lei è una pittrice assolutamente ispirata. Senza vincoli etici o morali. Un irrazionale e incomprensibile esplosione di parole, immagini e concetti: visivamente sarebbe degnamente rappresentata da un elemento naturale impossibile da prevedere o controllare.
La pittura, come altre tipi di professioni creative esige un tributo caratteriale notevole, in quanto è una vocazione senza regole e con colpi bassi: l’estasi creativa può arrivare tanto rapidamente quanto una profonda insoddisfazione. E cosìla pittura mette alla prova il suo carattere. Dipingere è un alter-ego di noi stessi, ci amiamo, ci detestiamo: a volte ci sentiamo ridicoli o estremamente sensuali.
Così anche nelle tele emerge la sua personalità, unasensuale e femminile visione della scena e delle pose che descrivono e analizzano le abitudini quotidiane. Cos’è la donna oggi? Le sue tele raccolgono un analisi davvero vasta della figura femminile contemporanea: donne che dominano, donne insicure o timide, confidenti nei gesti e nelle pose. Irrompono nella cornice e tagliano il paesaggio con curve sinuose e provocanti, oppure giacciono sulla tela mostrandosi, donando le loro forme allo spettatore. Il colore, come la linea e la tecnica sono assolutamente dinamici. Il quadro è in movimento, vuole esprimere un gesto ad ogni costo
Sfoglio le immagini. Alcune tele sono più estemporanee, quasi espresse con una tecnica diversa. Noto invece che il contenuto è identico, quasi accentuato e sottolineato. Allora cos’è che muove Loredana? Perché cambiare oaffrettare la tecnica? Lei dice che sono testimonianze di fasi del processo creativo e non opere finite, e penso sia il modo più giusto di vedere la cosa ma a me piace pensare che sottragga lustro alla tecnica forse per soddisfare quel bisogno di ricerca figurativa. Voglio assolutamente vedere questa tela, questa donna.
Dominare una tecnica è sicuramente appagante, ma dominare un concetto è qualcosa che va al di là del semplice “bel quadro” e che sicuramente può attingere a tecniche diverse.
E’ un approccio inusuale perché se stessi parlando di design, al posto di contenuto userei funzione. La funzione è l’anima di un oggetto. Il contenuto è il cuore di una tela.
Mi racconta di febbrili giornate a dipingere, di telai e foto. Di quanto si senta in colpa per non aver dipinto bene o abbastanza. Della sua personale che farà a breve. Mi stupisce perché al contrario di come pensassi la sua non è un ricerca che si espande e si amplifica nella figura femminile ma più la sintesi di un processo documentaristico già maturo. Al contrario delle prime opere infatti la sua donna e ormai spoglia di vestiti, conscia del suo femmineo essere.
Loredana abita a meno di un centinaio di metri da casa mia. Ha frequentato come me l’istituto d’arte. Eppure non mi sono mai accorto di lei. E voi? Che bella città è Grottaglie!
Articolo pubblicato su Livù, magazine delle città di Grottaglie.
Qui a casa mi piace sempre tornare alle origini, stare nel laboratorio di mio padre, modellando o dipingendo, senza preoccupazioni per la testa. Che bella cosa, la consiglio a tutti.
Fin da piccolo mi è sempre piaciuto farlo, mi sono sempre divertito costruendomi con l’argillale cose con cui giocare. Facendo anche qualche scherzetto ai malcapitati che lavoravano lì nel laboratorio.
Ad un certo punto ho iniziato di tanto in tanto a modellare civette. Si civette. All’inizio penso per un semplice esercizio stilistico, poi ho iniziato a farlo così per rilassarmi, senza scadenze e senza impegni. Un vaso di pandora, in cui chiudere tutti i problemi e le preoccupazioni.
Perché la civetta? Non so è un animale che mi piace..semplice, elegante, schivo, notturno.
Esteticamente semplice da affrontare.
Chi mi conosce lo sa’, a volte dico: l’hai sentita? Cosa? La civetta!!
Nella cultura popolare penso portino sfiga, non mi va’ di approfondire. Penso sia una cosa stupida, per quanto possa avere rispetto per il costume e la tradizione. Mi piace pensare invece, che avvisino l’arrivo di momenti duri, pieni di cose da fare. E’ successo diverse volte.
Per i greci invece era l’animale simbolo della dea Athena, sinonimo dei suoi occhi grandi e lucenti.
La prima è stata modellata l’estate scorsa e dipinta in questi giorni, la seconda risale a più di 4 anni fa.
Beh questa pausa estiva ci voleva tutta eh..riscoprire il dolce far niente e i soffici problemucci quotidiani. Che voglia di ricominciare! Quante idee!
Ps. Se qualcuno è interessato ad acquistarle mi mandi un messaggio privato!
Oggi è sabato. Un sabato di calma direi. Non c’è nessuno qui nei dintorni, c’è solo un filo di vento fresco e si sentono cicale e qualche uccello gracchiante. Si sta bene.
Questo è il campo che si vede dalla mia finestra, in cima ad una delle 6 torri medievali che difendevano nel XII sec. la villa di S.Lorenzo al Prato. Abito qui da 3 anni, e mi è sempre piaciuta questa vista..se non si era ancora capito dalle 200 foto su flickr. Io studio… a voi buon fine settimana
Ps. sto cambiando il ritmo dei post! Domani magari ce n’è sarà un altro.
In questi giorni trascorsi a casa ho avuto molte più fonti da cui attingere e ispirato da alcune foto fatte precedentemente ho deciso di interessarmi al bellissimo centro storico di Grottaglie (mio paese d’origine).
Nel centro storico infatti ci sono molte “nicchie” o edicole devozionali ubicate nei vicoli, sotto i balconi, tra le arricciolature dei cornicioni o al crocivicchio di due strade nei quali sono dipinte su terracotta, legno, mattonelle ceramiche o direttamente sulla parete a tufo delle bellissime madonne con bambino e santi locali.
Quasi sempre erano sulle vie prinicipali, anche se nella mia ricerca all’Indiana Jones ho dovuto faticare parecchio per trovarle tutte…quasi tutte. C’è da dire che molte sono state rimosse o rubate, e rimangono solo nicchie vuote o addirittura bucate. Il degrado è alto e le associazioni o istituzioni che si interessano sono poche..inesistenti. Come una bibliografia del resto.
Questa è la raccolta fotografica prodotta, ho creato anche un gruppo su flickr per estendere la raccolta. Se vi interessa o avete già delle foto contribuite!!
[nei feed non sono visibili le foto, dai dai venite sul blog a gustarvele]
Anche se tutto sembra andare a rotoli, la mia vita potrebbe avere un senso a me ancora sconosciuto.
Che odio l’alienazione, la ripetitività e le cose poco interessanti. Ho bisogno di stimoli, di impulsi folgoranti.
Che odio coloro che pensano che il “design” è una cosa fica, è stile, è moda, è tendenza…per me no.
Che per me il design è scintilla, intuizione e visione.
Che fondamentalmente sono un paranoico, ma mi consolo quando leggo di alcuni che la pensano come me.
Che quando torno a casa è sempre bello, specialmente se ci sono meno impegni e tutti sono più disponibili e rilassati.
Che soffrire così tanto per questa fottuta università in realtà mi stimola molto…ma a fare altro..penso.
Che ho così tanta voglia di fare che potrei non dormire per mesi.
Che la mia voglia di fare cade su qualsiasi cosa mi piaccia e mi interessi…oggi ho fatto queste foto. Pensavo: bhè, niente di così interessante, poi dopo mi son ricreduto su alcune.
Questa settimana le foto riguardano un gatto “timidissimo” che abbiamo ospitato in casa per le vacanze di Pasqua. Oltre alle foto, mi ha lasciato anche tanti graffi, perchè ogni volta che si ficcava sotto il divano mi toccava tirarlo fuori.(bastardo secondo me lo faceva di proposito per potermi menare come si deve) Infatti per scampare alla belva queste foto ho dovuto farle attraverso una finestra, che ha annullato le malefiche zampate di “Lecter”. Vabe abbandoniamo il tema da 5° elementare e godiamoci le foto di questa settimana!
Beh come ogni sabato non poteva mancare l’appuntamento fotografico che questo blog riserva agl’intimi lettori. ( ma sto scrivendo un romanzo rosa?) Ultimamente ho rallentato il ritmo dei post, sintomo di un intensa attività creativa, si infatti mi sto dedicando alle sedie..e che sedie. Complice una bella giornata, ho avuto l’occasione di scattare quache foto durante una pausa pranzo a Colle Val d’Elsa, sede del tirocinio universitario.
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