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Posted: July 5th, 2010 | Author: marcodesignz | Filed under: Designer, Prodotti Ind., concept | 3 Comments »
Questa volta pubblico un progetto sviluppato in università con Grazia De Carlo, si tratta di una cucina trasformabile e multi uso.
Origami infatti è trasformazione, metamorfosi visiva, funzionale ed ergonomica. Le sue funzionalità esprimono un dinamismo che è proprio dell’atto conviviale. Per quanto possiamo evolverci e cambiare, il rito del “cibo” è sempre stato associato ad un canovaccio preciso ed immobile. Cucinare, sminuzzare, tagliare, servire e consumare assieme. Questa cucina nel suo trasformismo vuole rappresentare, mimare questi attimi. Inutile dire che visivamente ci siamo ispirati all’origami: leggero e dinamico, proprio come la cucina che volevamo progettare.

Tramite dei meccanismi elettrici questa cucina ad isola ha la possibilità di trasformarsi da una cucina ad un tavolo, tramite l’abbattimento della cappa sul piano cottura e la chiusura dei piani d’appoggio.


Per completare la cucina è stato progettato un armadio attrezzato, contente la dispensa e i vari elettrodomestici.

E per finire i render ambientali, il tutto è stato modellato con rhinoceros 4 e renderizzato con Vray.



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Posted: April 6th, 2010 | Author: marcodesignz | Filed under: Designer, Uncategorized | No Comments »
In questi pochi giorni in cui sono tornato a casa per le vacanze pasquali ho avuto il piacere di partecipare a diversi appuntamenti per dare spazio alla mia crescente passione fotografica. La febbre per la foto mi sta prendendo sempre di più, inizialmente pensavo che fotografare fosse qualcosa di sporadico e non voluto ovvero: Huu, che bel paesaggio ora faccio una foto con la mia bella compatta.
Ora invece sto iniziando a gustare il piacere di uscire (magari accompagnato da buon amici) per dedicarmi completamente alla fotografia, è una cosa stupenda..mi piace molto e ve lo consiglio. Per ora tocca arrangiarmi con un ottima compatta della nikon che ho da qualche anno ( a breve prenderò una reflex) e aimhè, per poter fotografare cose belle ma molto molto grandi come un paesaggio ho dovuto ingegnarmi e ho scoperto, tramite una mostra fotografica in un club fiorentino, una tecnica particolare ovvero quella del collage fotografico di David Hockney.
Hockney è uno di quegli artisti su cui ho più piacere solitamente ad approfondire, poliedrico e in continua ricerca di tecniche e campi espressivi in cui cimentarsi. Nato a Bradford in Gran Bretagna nel 1937, è un pittore, grafico, fotografo, e designer, nonchè il principale esponente della pop art britannica. Ha raggiunto il successo e la fama internazionale all’età di 25 anni. Una carriera interminabile che spazia su qualsiasi tipo di cosa si possa chiamare arte.
Questa sua continua ricerca verso la molteplicità dei media espressivi lo portò nel decennio degli anni ‘80 a sperimentare la fotografia (molti scatti sono raccolti nel volume David Hockney Photographs, 1982), utilizzata spesso come studio preparatorio per la pittura, ma anche per composizioni e collage di memoria cubista, costruiti con numerosi particolari di una grande inquadratura, ritagliati e ricomposti con parziali sovrapposizioni e spostamenti. Un esempio qui e qui.
Ovvero dividere un paesaggio in più foto e ricomporle analogicamente o digitalmente. Io ho preferito usare photoshop in quanto è molto più facile, ma penso sia meno artistico. Ho preferito un uso descrittivo della tecnica per far combaciare perfettamente i bordi fra una foto e l’altra.
Queste sono le foto di questi giorni, sono state scattate a Craco e Polignano, spero vi piacciano!
«The difference between art and design is that art moves you and design does not. Unless it is a bus» (David Hockney)
ho visto una mostra fotografica fatta con la stessa tecnica solo che le foto nn sono sovrapposte su photoshop ma stampate e sovrapposte manualemente e incorniciate in dei quadri.
Ovviamente era molto più artistica come cosa e i margini fra una foto e l’altra nn coincidevano quasi mai..ma la cosa mi ha affascinato molto
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Posted: February 20th, 2010 | Author: marcodesignz | Filed under: Architettura, Designer, Life style, arte, concept | No Comments »
Ho perso un po’ il senso dell’umorismo ultimamente, si vede dalle poche vignette. Sto ridendo di meno .. e mi dispiace. Le cose diventano più sottili, meditate, serie, frenetiche. E ti accorgi che stai iniziando a fare seriamente, che ormai quello che chiamavi passione ormai lo puoi chiamare benissimo lavoro. Inizi a capire con i tuoi stessi occhi in che tipo di paese vivi, ti scontri con la realtà e insegui i tuoi sogni. La crisi. La fattibilità delle cose. La sensazione di essere fraintesi o non compresi pienamente. La sicurezza di se stessi e di quello che fai.
Il design è anche questo, sapersi vendere ..o morire nel tentativo.

Uno degli schizzi progettuali della balena per il parco a tema su pinocchio. Ovviamente biro su carta da imballaggio
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Posted: October 29th, 2009 | Author: marcodesignz | Filed under: Designer, Life style, concept, schizzi | No Comments »
Da molto tempo dico di voler scrivere sul blog, oltre le vignette.
La questione e’ cosa scrivere. Ci sarebbero tante cose da scrivere..davvero tante. Mi viene da pensare a tutte le volte che ho scritto e non c’era molto da scrivere. Stranamente ora resto zitto, come quando hai timore di dire merda, per paura di schiacciarla. (metafora poco elegante vabè)

Uno dei pazzi schizzi per un parco a tema su pinocchio.
Come dice il Prof. Ruffilli: “Moriremo senza essere compresi”…o moriremo nel tentativo di esserlo, aggiungo io.
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Posted: July 18th, 2009 | Author: marcodesignz | Filed under: Designer, Eventi / Mostre, Life style | 10 Comments »
Tesi discussa, 107.
Sono dottore..e come dice mia madre ” non di quelli che curano le persone”.
Bhè a poche ore dalla dipartita sentivo proprio il bisogno di chiudere con un bel post. Quest’ultimo e’ stato un anno fantastico, quante sofferenze, quante prove e quanti sorrisi. Già ne sento la mancanza.
Visto che non ho potuto da nessuna parte, vorrei ringraziare tutti quelli che mi sono stati vicini. Renato, Anna dai capelli lunghi (-_-), Valerio, Rony (coglionazzo sei sempre il migliore con i render), Massimo, l’ingegnerazzo che ci ha aiutato per la tesi e l’altro ingegnerazzo che ci ha aiutati per il brevetto. E soprattutto la render farm di Valerio.. ciao bimbi mi mancherete. (dio quanto sono nerd).
Ora il mare, l’inghilterra senza dubbi. (e spero tanti nuovi post!)
Dopo? Ricominiciamo!!!

Schizzo progettuale della tesi, tutti i diritti riservati.
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Posted: May 24th, 2009 | Author: marcodesignz | Filed under: Designer, Eventi / Mostre, Life style, fumetti, schizzi | 4 Comments »
E’ da qualche settimana che non pubblico..argh mi sarebbe piaciuto farlo ma le cose cambiano e arrivano talmente in fretta che non riesco ad avere tempo per pensare a qualcosa di carino.
La tesi..la storia della mia tesi verrà raccontata ai posteri per generazioni, visto che assomiglia più ad una sitcom argentina che ad un progetto di design. Tripli e quadrupli colpi di scena, 3-4 progetti presi in considerazione, 2300 professori cambiati, tentativi di sequestro con conseguente riscatto e controricatto e ostacoli apparentemente invalicabili. Per non parlare dell’odiosa burocrazia universitaria, inspiegabile e incomprensibile. Io e il prode Valerio stiamo davvero affrontando qualsiasi tipo di cosa.
Oggi fra gli schizzi per il progettino di tesi mi è venuta fuori questa pseudo-vignetta (che non c’entra niente col post) ma vuoi la primavera..il caldo desertico che incombe o magari è un messaggio in codice del mio inconscio. (l’interpretazione è libera.)
Ps. Dedico la vignetta a Rony. Lui sà perchè.

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Posted: March 23rd, 2009 | Author: marcodesignz | Filed under: Designer, Eventi / Mostre, arte, concept | 4 Comments »
Qualche giorno fà sono tornato a casa, ho preso una pausa dall’università, dal lavoro, da internet. E’ stato bello ritrovare i miei genitori e quella vita sfrenata che ogni volta che torno a casa mi avvolge. E pure ogni cosa hai suoi limiti, il suo ciclo.
A Grottaglie ho avuto modo di riabbracciare vecchi e nuovi progetti, di riincontrare vecchie e nuove amicizie. Di scrivere per un giornale locale, di scrivere di Loredana. Un articolo sentito, spero sia piaciuto.
Sono tornato a fare visita al mio vecchio professore di descrittiva, Galiandro. Sono tornato alla mia vecchia scuola superiore, sempre più decadente e senza stimoli. Una pallida controfigura di quello che un tempo è stato. Come dicevo ogni cosa ha il suo ciclo.
Chiacchierando e ricordando le vecchie cose mi ha fatto molto piacere respirare seppur per qualche ora quell’aria e modellare qualche oggetto che maniacalmente un tempo coltivavamo.
Galiandro è un ottimista un ostinato e testardo combattente, non si ferma mai. Lui insegna descrittiva. La stessa materia che per troppi mesi ho studiato. Pensavo fosse totalmente inutile, bhè.. ho avuto fin troppi motivi per ricredermi. Ha molte cose in comune con la matematica (altra materia per cui sono negato) ed aiuta ad analizzare, a pensare. Caro Marco, mai giudicare prima di conoscere! Ahimè!
Lui e i ragazzi stanno analizzando e approfondendo le forme classiche della ceramica Grottagliese. Parlandone e gingillandomi con qualche modello 3d mi sono venute molte idee: semplici, radicali. Come mai nessuno del quartiere prima c’ha mai pensato? Perchè insistere ostinatamente con la tradizione, con i soliti materiali?
Questo è uno dei render fatti al volo con i progetti di alcuni dei ragazzi della scuola. E’ un tavolo porta oggetti ricavato da un vaso. Di mio ci sono solo i colori delle luci e dello sfondo.

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Posted: February 5th, 2009 | Author: marcodesignz | Filed under: Designer, Filosofia del design | 8 Comments »
Odio le classificazioni. Odio ” i settori specifici”, odio l’indiscriminante culto del bello e dell’estetica che contraddistingue la nostra epoca. Odio le vie di mezzo.
Il brutto è sempre utile e funzionale, mi attrae. Quanto mi attrae il bello senza scopi, amo la sincerità sicuramente. L’estetica che non mente, l’arte fine a se stessa.
Nella nostra epoca il bello è sempre sinonimo di lusso, di costo, di apparenza, di elevazione sociale. Perche l’estetica è marketing, è denaro.
E allora chi è il designer oggi? « E’ una puttana, un pò ladra. »(grande Ruffilli) Senza carattere e posizione.
Amo la trasposizione, l’incontro, la condivisione. Adoro quando in un progetto si uniscono due esperienze opposte e diverse. I figli illeggittimi del design. E’ la vera chiave per crescere, conoscere e creare. Non sono un designer, ne un fumettista, ne uno scultore o un pittore, nemmeno un fotografo o un ceramista (ahah). Ma mi piace mescolare le cose. Unire.
Potrà sembrare una concezione sorpassata e abbastanza rigida, ma credo che quasi sempre forma e colore siano figli della funzione, dello scopo che prefiggiamo ad un oggetto. Come in qualsiasi cosa appartenga alla natura, il colore indica, attrae, istruisce, come la forma del resto.
Poi sta a noi enfatizzare gli elementi sensoriali, ironici, giocosi, inconsci o provocatori. Renderli espliciti o impliciti.
Qualcuno mi ha chiesto di scrivere su come la penso, su come opero solitamente. You’re served.
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Posted: October 2nd, 2008 | Author: marcodesignz | Filed under: Designer, concept | 15 Comments »

Era da tanto che non mi affacciavo al food design, il mio primo progetto fu svolto al primo anno di facoltà, bell’esperienza. Sempre sulla scia degli oggetti “hot” questa volta ho pensato ad un bel gelato linguiforme, per un sensuale intreccio di lingue.
Forme, sensazioni, costume e luoghi comuni: tutto “s’intreccia” e si influenza.
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Posted: September 16th, 2008 | Author: marcodesignz | Filed under: Designer, Filosofia del design, schizzi, sogni | 4 Comments »
Torno ad esaminare il rapporto che abbiamo con gli oggetti..un pò c’avevo già pensato un pò mi è venuta voglia.
Solitamente mi piace vedere oltre agli oggetti, oltre i significati e i tipi d’utilizzo. Ogni cosa in un oggetto può essere trasferita di significato: l’uso visivo, l’impiego, i materiali e i ricordi legati all’oggetto.
Una sorta di metafora che tocca i cinque sensi. La metafora quindi è resa tramite il trasferimento dei significati dovuti alla somiglianza, il classico esempio della nuvola a forma di coniglio. Così avviene (anche inconsciamente) per tutti gli altri tipi di somiglianze.
Pensavo a come fare ad infondere in un oggetto un archetipo (di Jung) di qualche genere. Un evocazione di ricordi.
Magari tramite i materiali o la forma, qualcosa che coinvolgesse i cinque sensi e che ricordasse le idee innate e predeterminate appertenenti all’inconscio collettivo. I ricordi infatti possono essere soggettivi, ( prendono forma dopo che l’oggetto viene acquistato, usato, messo da parte ) o possono essere oggettivi, inconsci, predeterminati dalla cultura.
Il solito don chisciotte contro i mulini a vento? Magari anche no.

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