Archive for the 'concept' Category

Sapersi vendere

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Ho perso un po’ il senso dell’umorismo ultimamente, si vede dalle poche vignette. Sto ridendo di meno .. e mi dispiace. Le cose diventano più sottili, meditate, serie, frenetiche. E ti accorgi che stai iniziando a fare seriamente, che ormai quello che chiamavi passione ormai lo puoi chiamare benissimo lavoro. Inizi a capire con i tuoi stessi occhi in che tipo di paese vivi, ti scontri con la realtà e insegui i tuoi sogni. La crisi. La fattibilità delle cose. La sensazione di essere fraintesi o non compresi pienamente. La sicurezza di se stessi e di quello che fai.

Il design è anche questo, sapersi vendere ..o morire nel tentativo.

Uno degli schizzi progettuali della balena per il  parco a tema su pinocchio. Ovviamente biro su carta da imballaggio :)

Pinocchio

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Da molto tempo dico di voler scrivere sul blog, oltre le vignette.

La questione e’ cosa scrivere. Ci sarebbero tante cose da scrivere..davvero tante. Mi viene da pensare a tutte le volte che ho scritto e non c’era molto da scrivere. Stranamente ora resto zitto, come quando hai timore di dire merda, per paura di schiacciarla. (metafora poco elegante vabè)

Uno dei pazzi schizzi per un parco a tema su pinocchio.

Come dice il Prof. Ruffilli: “Moriremo senza essere compresi”…o moriremo nel tentativo di esserlo, aggiungo io.

Touch it!

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push it!

push it!

Vi presento il mio nuovo bagno..

Scusatemi ma lo dovevo fare ad ogni costo. Momento vignetta. Enjoy.

Ogni cosa ha il suo ciclo.

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Qualche giorno fà sono tornato a casa, ho preso una pausa dall’università, dal lavoro, da internet. E’ stato bello ritrovare i miei genitori e quella vita sfrenata che ogni volta che torno a casa mi avvolge. E pure ogni cosa hai suoi limiti, il suo ciclo.

A Grottaglie ho avuto modo di riabbracciare vecchi e nuovi progetti, di riincontrare vecchie e nuove amicizie. Di scrivere per un giornale locale, di scrivere di Loredana. Un articolo sentito, spero sia piaciuto.

Sono tornato a fare visita al mio vecchio professore di descrittiva, Galiandro. Sono tornato alla mia vecchia scuola superiore, sempre più decadente e senza stimoli. Una pallida controfigura di quello che un tempo è stato. Come dicevo ogni cosa ha il suo ciclo.

Chiacchierando e ricordando le vecchie cose mi ha fatto molto piacere respirare seppur per qualche ora quell’aria e modellare qualche oggetto che maniacalmente un tempo coltivavamo.

Galiandro è un ottimista un ostinato e testardo combattente, non si ferma mai. Lui insegna descrittiva. La stessa materia che per troppi mesi ho studiato. Pensavo fosse totalmente inutile, bhè.. ho avuto fin troppi motivi per ricredermi. Ha molte cose in comune con la matematica (altra materia per cui sono negato) ed aiuta ad analizzare, a pensare. Caro Marco, mai giudicare prima di conoscere! Ahimè!

Lui e i ragazzi stanno analizzando e approfondendo le  forme classiche della ceramica Grottagliese. Parlandone e gingillandomi con qualche modello 3d mi sono venute molte idee: semplici, radicali.  Come mai nessuno del quartiere prima c’ha mai pensato? Perchè insistere ostinatamente con la tradizione, con i soliti materiali?

Questo è uno dei render fatti al volo con i progetti di alcuni dei ragazzi della scuola. E’ un tavolo porta oggetti ricavato da un vaso. Di mio ci sono solo i colori delle luci e dello sfondo.

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Android bush

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Le cose più simpatiche a volte vengono per gioco, quasi per scherzo. Oggi in una pausa dal lavoro martellante ho ritoccato questa scenetta, tanto di cronaca in questi giorni. Amo questi momenti di ispirazione improvvisa, sono i più fruttuosi.

Senza tante pretese estetiche..l’idea mi è piaciuta molto, ed è stata postata su buzzfeed.com in cui c’è una serie di montaggi di questo teatrino amoroso.

ice cream!

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Era da tanto che non mi affacciavo al food design, il mio primo progetto fu svolto al primo anno di facoltà, bell’esperienza. Sempre sulla scia degli oggetti “hot” questa volta ho pensato ad un bel gelato linguiforme, per un sensuale  intreccio di lingue.

Forme, sensazioni, costume e luoghi comuni: tutto “s’intreccia” e si influenza.

Ishoes..vabè.

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La questione della mobilità a bassi costi (energetici, fisici, economici, d’ingombro) è stata sempre una gatta da pelare per tutti. (tranne per chi pensa che il petrolio abbia proprietà diuretiche)

Infatti sono sempre molto curioso quando c’è qualcuno che cerca di risolvere il problema alla radice trovando soluzioni completamente diverse dalle solite macchine ad’idrogeno. Uno di questi è Ilya Kaganovich ( studente di ingegneria della University of Minnesota) che ha inventato le Ishoes (ora sul nome vorrei fare un post a parte) che in poche parole sono estensioni motorizzate da montare sopra le scarpe. Dei pattini a batterie elettriche che ricaricandosi in due ore permettono di percorrere più dieci chilometri alla velocità di 20 km. (amen)

Ora $269.99 per un paio di questi aggeggini non dispiacerebbero in fondo, ma non mi sembrano abbastanza adatti e robusti per affrontare un percorso cittadino (ahia le buche). Quindi più che mezzo su cui contare io parlerei di un geekissimo accessorio, che ti risparmia il fiatone dall’ufficio alla mensa. ( se in complessi universitari o lavorativi )

Per il nome..(vabe ho visto di peggio) però cazzo un pò di fantasia daiii!!!?

L’ i-spettore gadget

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Non c’è dubbio sulla genialità del marketing  messo in campo dall’ apple per l’iphone..e qui spezzo una lancia.

Personalmente ho sempre ammirato il design apple e ho sempre compensato tutta la stilosità dei prodotti con la loro impeccabile funzionalità e facilità d’uso. (mi riferisco anche al sistema operativo..ovviamente )

Ora però non vorrei sbagliarmi, ma c’è qualcosa che inizio a non capire perfettamente, tutta quest’estetica, la ricerca del lusso, delle rifiniture forzatamente eleganti, delle interfacce alla startrek..insomma penso di non sbagliare quando dico che alla fine è solo uno smartphone?

Ok, stavo scherzando.

Città gallegianti

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Sono un tipo che non ama pensare in grande e non metaforicamente proprio in senso letterario. Le grandi dimensioni mi hanno sempre angosciato e bloccato, penso sia un limite o semplicemente pigrizia.

Per questo amo il design, e gli oggetti. L’architettura mi è sempre piaciuta, ma come a tutti piacciono quelle serie tv che inizi a guardare, si ti piacciono tantissimo..ma poi li lasci li da parte dicendo: lo guarderò!

Però ogni tanto, ma proprio ogni tanto mi capita di vedere un progetto illuminante e capisco che per me in fondo non c’è tanta differenza fra i due mondi.

Infatti per caso oggi ho scoperto questo bellissimo progetto di Vincent Callebaut, architetto visionario che ha pensato di progettare delle citta “gallegianti” ispirandosi ai fiori di loto che galleggiano nell’acqua.

Fantastico…

lilypad_pl32m.jpg

Posate storiche!

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asd-copy.jpg

 

Mangiavo una pizza alla festa dell’unità (ribattezzata festa del PD) che c’è qui vicino casa e ho notato questa bustina per posate..fantastica.
La vignetta su Giulio Cesare poi è un altro programma..ma non sto qui ad annoiarvi, del resto un blog mica serve a scrivere!

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