L’arte per me è chiedersi chi è l’artista dietro l’opera.
Usualmente preferisco sempre conoscere la storia dell’artista nei particolari e nelle vicende sociali, più che affidarsi semplicemente alla mera descrizione dei quadri o della corrente artistica, perché le vicende che trascinano un artista nella sua vita, sono la matrice che genera il quadro. La pittrice è un filtro, che traspone se stessa e la sua vita su una tela.
Loredana, l’ho conosciuta quasi per caso, su internet. Mi ha sempre attratto parlare in rete, la gente può relazionarsi in modo diverso, riflessivo, parallelo. Non sostituisce sicuramente in modo giusto la realtà, ma ti permette di percepire alcuni lati impossibili da cogliere personalmente.
Lei è una pittrice assolutamente ispirata. Senza vincoli etici o morali. Un irrazionale e incomprensibile esplosione di parole, immagini e concetti: visivamente sarebbe degnamente rappresentata da un elemento naturale impossibile da prevedere o controllare.
La pittura, come altre tipi di professioni creative esige un tributo caratteriale notevole, in quanto è una vocazione senza regole e con colpi bassi: l’estasi creativa può arrivare tanto rapidamente quanto una profonda insoddisfazione. E così la pittura mette alla prova il suo carattere. Dipingere è un alter-ego di noi stessi, ci amiamo, ci detestiamo: a volte ci sentiamo ridicoli o estremamente sensuali.
Così anche nelle tele emerge la sua personalità, una sensuale e femminile visione della scena e delle pose che descrivono e analizzano le abitudini quotidiane. Cos’è la donna oggi? Le sue tele raccolgono un analisi davvero vasta della figura femminile contemporanea: donne che dominano, donne insicure o timide, confidenti nei gesti e nelle pose. Irrompono nella cornice e tagliano il paesaggio con curve sinuose e provocanti, oppure giacciono sulla tela mostrandosi, donando le loro forme allo spettatore. Il colore, come la linea e la tecnica sono assolutamente dinamici. Il quadro è in movimento, vuole esprimere un gesto ad ogni costo

Sfoglio le immagini. Alcune tele sono più estemporanee, quasi espresse con una tecnica diversa. Noto invece che il contenuto è identico, quasi accentuato e sottolineato. Allora cos’è che muove Loredana? Perché cambiare o affrettare la tecnica? Lei dice che sono testimonianze di fasi del processo creativo e non opere finite, e penso sia il modo più giusto di vedere la cosa ma a me piace pensare che sottragga lustro alla tecnica forse per soddisfare quel bisogno di ricerca figurativa. Voglio assolutamente vedere questa tela, questa donna.
Dominare una tecnica è sicuramente appagante, ma dominare un concetto è qualcosa che va al di là del semplice “bel quadro” e che sicuramente può attingere a tecniche diverse.
E’ un approccio inusuale perché se stessi parlando di design, al posto di contenuto userei funzione. La funzione è l’anima di un oggetto. Il contenuto è il cuore di una tela.
Mi racconta di febbrili giornate a dipingere, di telai e foto. Di quanto si senta in colpa per non aver dipinto bene o abbastanza. Della sua personale che farà a breve. Mi stupisce perché al contrario di come pensassi la sua non è un ricerca che si espande e si amplifica nella figura femminile ma più la sintesi di un processo documentaristico già maturo. Al contrario delle prime opere infatti la sua donna e ormai spoglia di vestiti, conscia del suo femmineo essere.
Loredana abita a meno di un centinaio di metri da casa mia. Ha frequentato come me l’istituto d’arte. Eppure non mi sono mai accorto di lei. E voi? Che bella città è Grottaglie!

Articolo pubblicato su Livù, magazine delle città di Grottaglie.