Archive for the 'arte' Category

Sapersi vendere

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Ho perso un po’ il senso dell’umorismo ultimamente, si vede dalle poche vignette. Sto ridendo di meno .. e mi dispiace. Le cose diventano più sottili, meditate, serie, frenetiche. E ti accorgi che stai iniziando a fare seriamente, che ormai quello che chiamavi passione ormai lo puoi chiamare benissimo lavoro. Inizi a capire con i tuoi stessi occhi in che tipo di paese vivi, ti scontri con la realtà e insegui i tuoi sogni. La crisi. La fattibilità delle cose. La sensazione di essere fraintesi o non compresi pienamente. La sicurezza di se stessi e di quello che fai.

Il design è anche questo, sapersi vendere ..o morire nel tentativo.

Uno degli schizzi progettuali della balena per il  parco a tema su pinocchio. Ovviamente biro su carta da imballaggio :)

Donna Loredana

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L’arte per me è chiedersi chi è l’artista dietro l’opera.

Usualmente preferisco sempre conoscere la storia dell’artista nei particolari e nelle vicende sociali, più che affidarsi semplicemente alla mera descrizione dei quadri o della corrente artistica, perché le vicende che trascinano un artista nella sua vita, sono la matrice che genera il quadro. La pittrice è un filtro, che traspone se stessa e la sua vita su una tela.

Loredana, l’ho conosciuta quasi per caso, su internet. Mi ha sempre attratto parlare in rete, la gente può relazionarsi in modo diverso, riflessivo, parallelo. Non sostituisce sicuramente in modo giusto la realtà, ma ti permette di percepire alcuni lati impossibili da cogliere personalmente.

Lei è una pittrice assolutamente ispirata. Senza vincoli etici o morali. Un irrazionale e incomprensibile esplosione di parole, immagini e concetti: visivamente sarebbe degnamente rappresentata da un elemento naturale impossibile da prevedere o controllare.

La pittura, come altre tipi di professioni creative esige un tributo caratteriale notevole, in quanto è una vocazione senza regole e con colpi bassi: l’estasi creativa può arrivare tanto rapidamente quanto una profonda insoddisfazione. E così la pittura mette alla prova il suo carattere. Dipingere è un alter-ego di noi stessi, ci amiamo, ci detestiamo: a volte ci sentiamo ridicoli o estremamente sensuali.

Così anche nelle tele emerge la sua personalità, una sensuale e femminile visione della scena e delle pose che descrivono e analizzano le abitudini quotidiane. Cos’è la donna oggi? Le sue tele raccolgono un analisi davvero vasta della figura femminile contemporanea: donne che dominano, donne insicure o timide, confidenti nei gesti e nelle pose. Irrompono nella cornice e tagliano il paesaggio con curve sinuose e provocanti, oppure giacciono sulla tela mostrandosi, donando le loro forme allo spettatore. Il colore, come la linea e la tecnica sono assolutamente dinamici. Il quadro è in movimento, vuole esprimere un gesto ad ogni costo

Sfoglio le immagini. Alcune tele sono più estemporanee, quasi espresse con una tecnica diversa. Noto invece che il contenuto è identico, quasi accentuato e sottolineato. Allora cos’è che muove Loredana? Perché cambiare o affrettare la tecnica? Lei dice che  sono testimonianze di fasi del processo creativo e non opere finite, e penso sia il modo più giusto di vedere la cosa ma a me piace pensare che sottragga lustro alla tecnica forse per soddisfare quel bisogno di ricerca figurativa. Voglio assolutamente vedere questa tela, questa donna.

Dominare una tecnica è sicuramente appagante, ma dominare un concetto è qualcosa che va al di là del semplice “bel quadro” e che sicuramente può attingere a tecniche diverse.

E’ un approccio inusuale perché se stessi parlando di design, al posto di contenuto userei funzione. La funzione è l’anima di un oggetto. Il contenuto è il cuore di una tela.

Mi racconta di febbrili giornate a dipingere, di telai e foto. Di quanto si senta in colpa per non aver dipinto bene o abbastanza. Della sua personale che farà a breve. Mi stupisce perché al contrario di come pensassi la sua non è un ricerca che si espande e si amplifica nella figura femminile ma più la sintesi di un processo documentaristico già maturo. Al contrario delle prime opere infatti la sua donna e ormai spoglia di vestiti, conscia del suo femmineo essere.

Loredana abita a meno di un centinaio di metri da casa mia. Ha frequentato come me l’istituto d’arte. Eppure non mi sono mai accorto di lei. E voi? Che bella città è Grottaglie!

Articolo pubblicato su Livù, magazine delle città di Grottaglie.

macchine intelligenti?

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Ricominciamo la stagione! La vignetta è nata leggendo una famosissima frase di A. Einstein.

Holydays

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Qui a casa mi piace sempre tornare alle origini, stare nel laboratorio di mio padre, modellando o dipingendo, senza preoccupazioni per la testa. Che bella cosa, la consiglio a tutti.
Fin da piccolo mi è sempre piaciuto farlo, mi sono sempre divertito costruendomi con l’argilla le cose con cui giocare. Facendo anche qualche scherzetto ai malcapitati che lavoravano lì nel laboratorio.
Ad un certo punto ho iniziato di tanto in tanto a modellare civette. Si civette. All’inizio penso per un semplice esercizio stilistico, poi ho iniziato a farlo così per rilassarmi, senza scadenze e senza impegni. Un vaso di pandora, in cui chiudere tutti i problemi e le preoccupazioni.
Perché la civetta? Non so è un animale che mi piace..semplice, elegante, schivo, notturno.
Esteticamente semplice da affrontare.
Chi mi conosce lo sa’, a volte dico: l’hai sentita? Cosa? La civetta!!
Nella cultura popolare penso portino sfiga, non mi va’ di approfondire. Penso sia una cosa stupida, per quanto possa avere rispetto per il costume e la tradizione. Mi piace pensare invece, che avvisino l’arrivo di momenti duri, pieni di cose da fare. E’ successo diverse volte.
Per i greci invece era l’animale simbolo della dea Athena, sinonimo dei suoi occhi grandi e lucenti.

La prima è stata modellata l’estate scorsa e dipinta in questi giorni, la seconda risale a più di 4 anni fa.

Beh questa pausa estiva ci voleva tutta eh..riscoprire il dolce far niente e i soffici problemucci quotidiani. Che voglia di ricominciare! Quante idee!

Ps. Se qualcuno è interessato ad acquistarle mi mandi un messaggio privato!

Ogni cosa ha il suo ciclo.

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Qualche giorno fà sono tornato a casa, ho preso una pausa dall’università, dal lavoro, da internet. E’ stato bello ritrovare i miei genitori e quella vita sfrenata che ogni volta che torno a casa mi avvolge. E pure ogni cosa hai suoi limiti, il suo ciclo.

A Grottaglie ho avuto modo di riabbracciare vecchi e nuovi progetti, di riincontrare vecchie e nuove amicizie. Di scrivere per un giornale locale, di scrivere di Loredana. Un articolo sentito, spero sia piaciuto.

Sono tornato a fare visita al mio vecchio professore di descrittiva, Galiandro. Sono tornato alla mia vecchia scuola superiore, sempre più decadente e senza stimoli. Una pallida controfigura di quello che un tempo è stato. Come dicevo ogni cosa ha il suo ciclo.

Chiacchierando e ricordando le vecchie cose mi ha fatto molto piacere respirare seppur per qualche ora quell’aria e modellare qualche oggetto che maniacalmente un tempo coltivavamo.

Galiandro è un ottimista un ostinato e testardo combattente, non si ferma mai. Lui insegna descrittiva. La stessa materia che per troppi mesi ho studiato. Pensavo fosse totalmente inutile, bhè.. ho avuto fin troppi motivi per ricredermi. Ha molte cose in comune con la matematica (altra materia per cui sono negato) ed aiuta ad analizzare, a pensare. Caro Marco, mai giudicare prima di conoscere! Ahimè!

Lui e i ragazzi stanno analizzando e approfondendo le  forme classiche della ceramica Grottagliese. Parlandone e gingillandomi con qualche modello 3d mi sono venute molte idee: semplici, radicali.  Come mai nessuno del quartiere prima c’ha mai pensato? Perchè insistere ostinatamente con la tradizione, con i soliti materiali?

Questo è uno dei render fatti al volo con i progetti di alcuni dei ragazzi della scuola. E’ un tavolo porta oggetti ricavato da un vaso. Di mio ci sono solo i colori delle luci e dello sfondo.

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Buonanotte!

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Sto cercando di approfondire..forse. L’episodio è accaduto realmente, a mio malgrado. (forse)

Terza dimensione sull’asfalto

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Vi ricordate i cosidetti “Madonnari”? per chi non li ricordasse o li conoscesse, sono degli artisti di strada che disegnano Madonne e Santi sull’asfalto delle vie principali delle città durante le feste paesane.

Un uomo straordinario oggi fa anche di più: Julian Beever, ed è un’artista di strada, un vero pittore tridimensionale, vi state chiedendo qual’è il suo trucco? Ve lo svelo subito, il suo trucco sta nel disegnare l’oggetto in maniera non proprio corretta o meglio realistica, ovvero con dimensioni non reali, spettacolare vero?

Qui una bella galleria!

L’architettura della scena

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Salve!  Sono Federica, sono qui per curarmi della parte artistica, spero di riuscire a farvi vedere molte cose interessanti!

Quella che vedete in foto è la copertina della mia tesi, si intitola: L’architettura della scena Materiali e tecnologie della scenografia contemporanea.

Questa tesi raccoglie tutte le ricerche che ho fatto e tutto ciò che ho imparato negli ultimi tre anni, il primo periodo trascorso in Accademia non è andato molto bene…il mio entusiasmo era pari a ZERO!

All’inizio mi avevano insegnato a progettare solo cose che si potevano realizzare dipinte su tela o semplici praticabili in legno…provate ad immaginare che tristezza…mi moriva la fantasia!

Ma da quando ho iniziato a fare ricerche sui nuovi materiali e le nuove tecnologie….be come dire….sono impazzita….nel senso buono, non fraintendete.

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