Add a comment February 20th, 2010 by marcodesignz
Ho perso un po’ il senso dell’umorismo ultimamente, si vede dalle poche vignette. Sto ridendo di meno .. e mi dispiace. Le cose diventano più sottili, meditate, serie, frenetiche. E ti accorgi che stai iniziando a fare seriamente, che ormai quello che chiamavi passione ormai lo puoi chiamare benissimo lavoro. Inizi a capire con i tuoi stessi occhi in che tipo di paese vivi, ti scontri con la realtà e insegui i tuoi sogni. La crisi. La fattibilità delle cose. La sensazione di essere fraintesi o non compresi pienamente. La sicurezza di se stessi e di quello che fai.
Il design è anche questo, sapersi vendere ..o morire nel tentativo.

Uno degli schizzi progettuali della balena per il parco a tema su pinocchio. Ovviamente biro su carta da imballaggio
4 Comments October 1st, 2008 by marcodesignz

Del ponte di Calatrava (e dei suoi gradini) se ne sta parlando abbondantemente in questi giorni..chissà Silvio come la pensa!
2 Comments July 4th, 2008 by marcodesignz
Sono un tipo che non ama pensare in grande e non metaforicamente proprio in senso letterario. Le grandi dimensioni mi hanno sempre angosciato e bloccato, penso sia un limite o semplicemente pigrizia.
Per questo amo il design, e gli oggetti. L’architettura mi è sempre piaciuta, ma come a tutti piacciono quelle serie tv che inizi a guardare, si ti piacciono tantissimo..ma poi li lasci li da parte dicendo: lo guarderò!
Però ogni tanto, ma proprio ogni tanto mi capita di vedere un progetto illuminante e capisco che per me in fondo non c’è tanta differenza fra i due mondi.
Infatti per caso oggi ho scoperto questo bellissimo progetto di Vincent Callebaut, architetto visionario che ha pensato di progettare delle citta “gallegianti” ispirandosi ai fiori di loto che galleggiano nell’acqua.
Fantastico…

12 Comments May 2nd, 2008 by marcodesignz
In questi giorni trascorsi a casa ho avuto molte più fonti da cui attingere e ispirato da alcune foto fatte precedentemente ho deciso di interessarmi al bellissimo centro storico di Grottaglie (mio paese d’origine).
Nel centro storico infatti ci sono molte “nicchie” o edicole devozionali ubicate nei vicoli, sotto i balconi, tra le arricciolature dei cornicioni o al crocivicchio di due strade nei quali sono dipinte su terracotta, legno, mattonelle ceramiche o direttamente sulla parete a tufo delle bellissime madonne con bambino e santi locali.
Quasi sempre erano sulle vie prinicipali, anche se nella mia ricerca all’Indiana Jones ho dovuto faticare parecchio per trovarle tutte…quasi tutte. C’è da dire che molte sono state rimosse o rubate, e rimangono solo nicchie vuote o addirittura bucate. Il degrado è alto e le associazioni o istituzioni che si interessano sono poche..inesistenti. Come una bibliografia del resto.
Questa è la raccolta fotografica prodotta, ho creato anche un gruppo su flickr per estendere la raccolta. Se vi interessa o avete già delle foto contribuite!!
[nei feed non sono visibili le foto, dai dai venite sul blog a gustarvele]
1 Comment August 6th, 2007 by marcodesignz
Sinan nasce intorno al 1490 da una famiglia cristiana nella
regione di Kayseri, in Anatolia centrale, in una zona abitata prevalentemente da greci; attraverso il sistema ottomano del reclutamento tra i giovani non musulmani, il giovane Sinan è presto introdotto alla vita militare per diventare un giannizzero e, dopo un periodo di addestramento, intraprende la sua lunga carriera di soldato partecipando a molte imprese belliche, nel periodo di forte espansione dell’impero ottomano, sotto la guida di sultani come Selim I e Solimano.
Come giannizzero Sinan, grazie alle sue doti, nel giro di alcuni anni, passa dal grado di fante semplice a comandante della Guardia del corpo del Sultano, guadagnando la stima dei superiori e ripetute promozioni sul campo, come da consuetudine nel sistema meritocratico ottomano. I giannizzeri erano utilizzati non solo come un corpo di soldati scelti, ma anche come squadra del genio militare, con operai o carpentieri specializzati nella costruzione di ponti, di macchinari bellici e di opere di fortificazione, e probabilmente per Sinan il passaggio da soldato ad architetto fu quasi certamente determinato dalla competenza che aveva acquisito in campo architettonico e ingegneristico nei lunghi anni trascorsi tra le varie province dell’impero, al seguito delle grandi conquiste.
Rientrato a Istanbul dopo questa brillante carriera militare e ormai prossimo ai cinquant’anni, fu nominato Capo della Camera degli Architetti Imperiali, ricoprendo un ruolo di architetto, ingegnere e sovrintendente ai lavori di canalizzazione delle acque e di controllo dei materiali edili, paragonabile per certi versi, alla carica che oggi potrebbe ricoprire un ministro dei lavori pubblici.
Con queste premesse Sinan si avvia, nei cinquant’anni successivi, a concepire e perfezionare quel complesso di centinaia di opere che, sparse un po’ ovunque nelle provincie dell’impero, e in maggior misura concentrate nella capitale Istanbul, fanno di lui un maestro dell’architettura ottomana.
sinan
architettura
ottomani
Add a comment July 9th, 2007 by marcodesignz
Ultimamente mi sto interessando ai grattacieli, forse per appagare il mio egocentrismo..(mah) cmq tempo fa ne ho cercato di progettare uno molto simile a questo…tranne per il fatto che ogni piano gira su se stesso. Cmq fatto sta che ora l’avanguardia dei grattacieli sta nella riduzione dell’impatto sulla skyline, sulle energie rinnovabili e sull’ecosostenibilità della stessa costruzione.
Fiorentino e cosmopolita, Fisher è un architetto che ama le invenzioni. Ne ha messa a punto una che si sviluppa per 68 piani e 313 metri di altezza: è un grattacielo i cui piani possono ruotare (6 metri a minuto, 90 minuti per un’evoluzione completa) secondo la preferenza degli occupanti. La costruzione del primo esemplare dovrebbe avviarsi a breve in Dubai, il luogo nel quale tutte le fantasie degli architetti sembrano potersi realizzare. La Rotating Tower sarà portata a termine in circa due anni, ospiterà un hotel ai piani bassi e residenze alla sommità.
A differenza di altri progetti che prevedono una rotazione lenta dell’intero edificio intorno al proprio asse e che lasciano immutata la forma complessiva, la torre progettata da Fisher è un’architettura dinamica, la cui silhouette subisce una continua variazione, perché ciascun piano si può muovere indipendentemente. Lo spazio che separa un piano dall’altro ha permesso al progettista di aggiungere quel di più che crea la vera sorpresa: in questo spazio tecnico è prevista l’installazione di un sistema di pale eoliche per la produzione di energia elettrica. 
Lo stesso edificio con le sue parti mobili genera energia; al bilancio energetico positivo contribuiscono anche batterie di pannelli fotovoltaici, mimetizzate in più parti della torre. La progettazione strutturale dell’edificio è opera di Leslie Robertson, lo strutturalista delle Twin Towers. Rimangono alcuni interrogativi sul funzionamento della torre, legati per esempio al funzionamento degli scarichi degli impianti igienici o al rumore generato dalle pale.
architettura
grattacielo
fisher
4 Comments June 9th, 2007 by marcodesignz
“Riceviamo continuamente in studio messaggi di gente senza abitazione o che si trova in una situazione non legale o di precarietà”, ha affermato Santiago Cirugeda in una recente intervista. Dal suo sito (www.recetasurbanas.net) l’architetto e artista spagnolo dispensa infatti consigli ai cittadini in difficoltà e insegna a realizzare architetture effimere e manipolabili o a mettere in atto strategie di occupazione dello spazio pubblico.
Le sue soluzioni veloci ed economiche (come testimonia il video che illustra come realizzare da sé in 24 ore un’unità abitativa con moduli prefabbricati), ma spesso provocatorie e al limite tra legalità e illegalità, sono esposte (fino all’8 luglio) presso l’associazione culturale comasca Borgovico 33.
“Quiero una casa”, questo il titolo della mostra, è il secondo appuntamento del ciclo “Direct Architecture. Politics and Space” curato da Marco Scotini: come spiega Cirugeda vuole essere “un manuale pratico o una guida democratica per utenti urbani che parte dal punto di vista del cittadino continuamente convocato a collaborare in ogni suo progetto”.
architettura
Cirugeda
casa effimera
Add a comment May 31st, 2007 by marcodesignz

L’architetto Cunningham parla di questa favolosa casa:
“L’idea per questa casa mi è venuta mentre volavo sull’elicottero del proprietario Brandys Pascal”, dichiara l’architetto Wallace Cunningham. “Il concetto è catturare visivamente i flussi d’aria. Quando il rotore rallenta c’è un lampo luminoso, che si traduce nelle sezioni a V della tettoia. Il trucco consisteva nell’ottenere l’illusione della complessità usando il mezzo più semplice, e creare una casa piacevole da vedere dall’alto e dal basso.”
Cunningham è stato assoldato dal giovane imprenditore francese Pascal Brandys, per progettare una visionaria residenza nel paesaggio selvaggio e roccioso a Est di San Diego.
Ogni elemento, rivestito di titanio e il sito si estende per quasi 18 ettari si trova su un’altura in mezzo a due bacini idrici…cosa vorreste di piu’ dalla vita?
architettura
elicottero
Cunningham
casa
Add a comment May 7th, 2007 by marcodesignz

Questo post dovrebbe essere letto da tutti quei grottagliesi che pensano che le biblioteche siano cose inutili, edifici da distruggere per far posto a delle piazze-cimitero.
I praghesi invece, anche loro dimostrando non poca ostilità al nuovo, hanno già trovato un soprannome per la nuova biblioteca nazionale che entro il 2011 prenderà forma nella città vecchia, ai margini del parco di Letna: “il polipo”. Il suo ideatore, l’architetto ceco di nascita ma britannico d’adozione Jan Kaplicky, sostiene invece di avere tratto l’ispirazione principalmente guardando una zuccheriera, ma anche dai bunker della Seconda guerra mondiale, da forme barocche, dal corpo umano e dalle meduse…
Lo scorso marzo, il suo progetto è risultato vincitore tra 350 partecipanti del concorso internazionale bandito dal consiglio nazionale degli architetti, confermando ancora una volta la reputazione di Future Systems, il suo studio radicale e progressista, noto per i progetti dalle forme organiche e tondeggianti.
La nuova biblioteca conterrà 10 milioni di volumi, archiviati al buio nel piano interrato, dove saranno gestiti grazie a un sistema robotizzato. Distribuiti su cinque livelli e 35.000 metri quadrati, troveranno invece spazio sale di lettura, uffici, ristoranti e caffè, fino all’ultimo piano, “The Eye”, una terrazza panoramica aperta su Praga.
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