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Soluzioni per un design sostenibile

Posted: March 17th, 2007 | Author: marcodesignz | Filed under: Ecologia | No Comments »

Attualmente le produzioni industriali e le scuole di design hanno come focus il prodotto, con tutti i suoi aspetti: funzione, percezione, materiali, ingegnerizzazione, produzione, componenti, ciclo di vita, logistica, valore economico, imballaggio e comunicazione; mentre vengono raramente tenuti in considerazione altri aspetti legati al prodotto stesso e all’ambiente in cui viene introdotto, quali lo scarto, l’immissione sul mercato di scarti a monte e il fine vita del prodotto. L’esigenza di preservare l’eco-sistema non è più procrastinabile ma obbligatoria a causa dallo stato di salute del pianeta.

I primi studi e attenzioni rivolte al tema della sostenibilità ambientale si ebbero nel 1972 con la pubblicazione The limits of growth di D.Meadows. Nel pieno dell’espansione economica è stata denunciata l’impossibilità di continuare a perseguire “lo sviluppo” con lo sfruttamento smodato di risorse e con un tasso di crescita della popolazione esponenziale.

Una valida risposta alle problematiche illustrate in precedenza è la presa di coscienza che il prodotto non può essere realizzato senza tenere in considerazione quelle che sono le varie e complesse necessità dell’uomo non solo nel breve periodo. Gli elementi che ruotano intorno alla sfera UOMO sono molteplici (percezioni, vita, valori, cultura, etica, società, bisogni, economia,…) e interrelati tra loro.
L’uomo vive in un contesto sociale costituito da una rete di relazioni e rapporti tra individui, le azioni sono regolate da leggi prestabilite basate su valori etici. La vita biologica dell’uomo non può prescindere dalle condizioni socio-ambientali, quindi è opportuno che la struttura sociale permetta di accedere ai prodotti e alle materie prime che devono essere estratte e lavorate con processi non impattanti, evitando di inquinare flussi d’acqua, terreni utilizzati dal settore primario. E’ chiaro, ormai, che se si inquina in un altro paese, questa azione avrà inevitabilmente delle ricadute sulla situazione ambientale globale.

Per ottenere dei sistemi estremamente legati all’uomo, al prodotto e all’ambiente occorre saper utilizzare al meglio le risorse e l’esempio offerto dalla Natura, in particolare l’uso intelligente dei cinque regni (Monera, Protisti, Funghi, Piante, Animali), considerati il sine qua no del Systems Design. Questa metodologia rappresenta un salto di qualità rispetto ai concetti di industria attuali , gli scarti, infatti, sono considerati la norma per un sistema integrato all’interno del quale tutto viene riutilizzato. La non integrazione dei sistemi industriali dell’uomo in quelli naturali avviene perché i sistemi naturali sono cicli aperti, mentre i sistemi produttivi umani sono lineari e chiusi. Per questa ragione la Natura non produce scarti, mentre l’uomo depaupera le risorse ed aumenta i rifiuti. Seguendo i principi del design sistemico l’obiettivo è quello di annullare il rifiuto dandogli nuovo valore: “rifiuto = cibo” (Hawken, 1993).

In attesa dell’inizio della prossima Rivoluzione Industriale, dove l’industria cercherà di imitare i cicli sostenibili della Natura, anzichè sperare che la Terra produca di più, dobbiamo imparare a fare di più con ciò che la Terra offre. Tutti gli output delle aziende possono essere convertiti in valori aggiunti o utilizzati come materia prima per altre industrie o processi.

Intanto facciamo finta di non sentire e diamoci allo yatch design!

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