Zanzara pulp
Posted: July 23rd, 2010 | Author: marcodesignz | Filed under: Life style, fumetti | 2 Comments »
Mi stanno massacrando..esigo vendetta, subito!

Mi stanno massacrando..esigo vendetta, subito!
Vignetta venuta fuori dalla luunga e chiacchierosa serata con la Valentina, una delle più ispirate e talentuose pittrici che abbia mai conosciuto
Ps. A breve penso farò una piccola recensione sulla sua più che interessante tesi, stay tuned.

Questa volta pubblico un progetto sviluppato in università con Grazia De Carlo, si tratta di una cucina trasformabile e multi uso.
Origami infatti è trasformazione, metamorfosi visiva, funzionale ed ergonomica. Le sue funzionalità esprimono un dinamismo che è proprio dell’atto conviviale. Per quanto possiamo evolverci e cambiare, il rito del “cibo” è sempre stato associato ad un canovaccio preciso ed immobile. Cucinare, sminuzzare, tagliare, servire e consumare assieme. Questa cucina nel suo trasformismo vuole rappresentare, mimare questi attimi. Inutile dire che visivamente ci siamo ispirati all’origami: leggero e dinamico, proprio come la cucina che volevamo progettare.

Tramite dei meccanismi elettrici questa cucina ad isola ha la possibilità di trasformarsi da una cucina ad un tavolo, tramite l’abbattimento della cappa sul piano cottura e la chiusura dei piani d’appoggio.


Per completare la cucina è stato progettato un armadio attrezzato, contente la dispensa e i vari elettrodomestici.

E per finire i render ambientali, il tutto è stato modellato con rhinoceros 4 e renderizzato con Vray.



“Il presidente Barack Obama, alla faccia dell’impegno della moglie per le campagne alimentari contro l’obesità, ha portato il collega russo Dmitri Medvedev, dopo la prima parte del loro colloquio alla Casa Bianca, a pranzo in un tipico locale in Virginia che vende hamburger. Obama e Medvedev sono usciti insieme dalla Casa Bianca nella stessa vettura per recarsi al Ray’s Hell Burger ad Arlington. Un percorso di soli sei minuti. Il presidente Obama, a causa del caldo intenso, si è tolto la giacca. Il lunch all’americana si è svolto in una atmosfera molto informale confermando il calore dei rapporti personali tra i due leader.”
Ma questo, vi ricorda qualcosa? No? …ancora niente??
E allora ve la rinfresco io la memoria..
In questi pochi giorni in cui sono tornato a casa per le vacanze pasquali ho avuto il piacere di partecipare a diversi appuntamenti per dare spazio alla mia crescente passione fotografica. La febbre per la foto mi sta prendendo sempre di più, inizialmente pensavo che fotografare fosse qualcosa di sporadico e non voluto ovvero: Huu, che bel paesaggio ora faccio una foto con la mia bella compatta.
Ora invece sto iniziando a gustare il piacere di uscire (magari accompagnato da buon amici) per dedicarmi completamente alla fotografia, è una cosa stupenda..mi piace molto e ve lo consiglio. Per ora tocca arrangiarmi con un ottima compatta della nikon che ho da qualche anno ( a breve prenderò una reflex) e aimhè, per poter fotografare cose belle ma molto molto grandi come un paesaggio ho dovuto ingegnarmi e ho scoperto, tramite una mostra fotografica in un club fiorentino, una tecnica particolare ovvero quella del collage fotografico di David Hockney.
Hockney è uno di quegli artisti su cui ho più piacere solitamente ad approfondire, poliedrico e in continua ricerca di tecniche e campi espressivi in cui cimentarsi. Nato a Bradford in Gran Bretagna nel 1937, è un pittore, grafico, fotografo, e designer, nonchè il principale esponente della pop art britannica. Ha raggiunto il successo e la fama internazionale all’età di 25 anni. Una carriera interminabile che spazia su qualsiasi tipo di cosa si possa chiamare arte.
Questa sua continua ricerca verso la molteplicità dei media espressivi lo portò nel decennio degli anni ‘80 a sperimentare la fotografia (molti scatti sono raccolti nel volume David Hockney Photographs, 1982), utilizzata spesso come studio preparatorio per la pittura, ma anche per composizioni e collage di memoria cubista, costruiti con numerosi particolari di una grande inquadratura, ritagliati e ricomposti con parziali sovrapposizioni e spostamenti. Un esempio qui e qui.
Ovvero dividere un paesaggio in più foto e ricomporle analogicamente o digitalmente. Io ho preferito usare photoshop in quanto è molto più facile, ma penso sia meno artistico. Ho preferito un uso descrittivo della tecnica per far combaciare perfettamente i bordi fra una foto e l’altra.
Queste sono le foto di questi giorni, sono state scattate a Craco e Polignano, spero vi piacciano!
«The difference between art and design is that art moves you and design does not. Unless it is a bus» (David Hockney)
Ho perso un po’ il senso dell’umorismo ultimamente, si vede dalle poche vignette. Sto ridendo di meno .. e mi dispiace. Le cose diventano più sottili, meditate, serie, frenetiche. E ti accorgi che stai iniziando a fare seriamente, che ormai quello che chiamavi passione ormai lo puoi chiamare benissimo lavoro. Inizi a capire con i tuoi stessi occhi in che tipo di paese vivi, ti scontri con la realtà e insegui i tuoi sogni. La crisi. La fattibilità delle cose. La sensazione di essere fraintesi o non compresi pienamente. La sicurezza di se stessi e di quello che fai.
Il design è anche questo, sapersi vendere ..o morire nel tentativo.

Uno degli schizzi progettuali della balena per il parco a tema su pinocchio. Ovviamente biro su carta da imballaggio

Come al solito i discorsi con Anna sono una fonte inesauribile di vignette.. XD
L’arte per me è chiedersi chi è l’artista dietro l’opera.
Usualmente preferisco sempre conoscere la storia dell’artista nei particolari e nelle vicende sociali, più che affidarsi semplicemente alla mera descrizione dei quadri o della corrente artistica, perché le vicende che trascinano un artista nella sua vita, sono la matrice che genera il quadro. La pittrice è un filtro, che traspone se stessa e la sua vita su una tela.
Loredana, l’ho conosciuta quasi per caso, su internet. Mi ha sempre attratto parlare in rete, la gente può relazionarsi in modo diverso, riflessivo, parallelo. Non sostituisce sicuramente in modo giusto la realtà, ma ti permette di percepire alcuni lati impossibili da cogliere personalmente.
Lei è una pittrice assolutamente ispirata. Senza vincoli etici o morali. Un irrazionale e incomprensibile esplosione di parole, immagini e concetti: visivamente sarebbe degnamente rappresentata da un elemento naturale impossibile da prevedere o controllare.
La pittura, come altre tipi di professioni creative esige un tributo caratteriale notevole, in quanto è una vocazione senza regole e con colpi bassi: l’estasi creativa può arrivare tanto rapidamente quanto una profonda insoddisfazione. E così la pittura mette alla prova il suo carattere. Dipingere è un alter-ego di noi stessi, ci amiamo, ci detestiamo: a volte ci sentiamo ridicoli o estremamente sensuali.
Così anche nelle tele emerge la sua personalità, una sensuale e femminile visione della scena e delle pose che descrivono e analizzano le abitudini quotidiane. Cos’è la donna oggi? Le sue tele raccolgono un analisi davvero vasta della figura femminile contemporanea: donne che dominano, donne insicure o timide, confidenti nei gesti e nelle pose. Irrompono nella cornice e tagliano il paesaggio con curve sinuose e provocanti, oppure giacciono sulla tela mostrandosi, donando le loro forme allo spettatore. Il colore, come la linea e la tecnica sono assolutamente dinamici. Il quadro è in movimento, vuole esprimere un gesto ad ogni costo

Sfoglio le immagini. Alcune tele sono più estemporanee, quasi espresse con una tecnica diversa. Noto invece che il contenuto è identico, quasi accentuato e sottolineato. Allora cos’è che muove Loredana? Perché cambiare o affrettare la tecnica? Lei dice che sono testimonianze di fasi del processo creativo e non opere finite, e penso sia il modo più giusto di vedere la cosa ma a me piace pensare che sottragga lustro alla tecnica forse per soddisfare quel bisogno di ricerca figurativa. Voglio assolutamente vedere questa tela, questa donna.
Dominare una tecnica è sicuramente appagante, ma dominare un concetto è qualcosa che va al di là del semplice “bel quadro” e che sicuramente può attingere a tecniche diverse.
E’ un approccio inusuale perché se stessi parlando di design, al posto di contenuto userei funzione. La funzione è l’anima di un oggetto. Il contenuto è il cuore di una tela.
Mi racconta di febbrili giornate a dipingere, di telai e foto. Di quanto si senta in colpa per non aver dipinto bene o abbastanza. Della sua personale che farà a breve. Mi stupisce perché al contrario di come pensassi la sua non è un ricerca che si espande e si amplifica nella figura femminile ma più la sintesi di un processo documentaristico già maturo. Al contrario delle prime opere infatti la sua donna e ormai spoglia di vestiti, conscia del suo femmineo essere.
Loredana abita a meno di un centinaio di metri da casa mia. Ha frequentato come me l’istituto d’arte. Eppure non mi sono mai accorto di lei. E voi? Che bella città è Grottaglie!

Articolo pubblicato su Livù, magazine delle città di Grottaglie.
Da molto tempo dico di voler scrivere sul blog, oltre le vignette.
La questione e’ cosa scrivere. Ci sarebbero tante cose da scrivere..davvero tante. Mi viene da pensare a tutte le volte che ho scritto e non c’era molto da scrivere. Stranamente ora resto zitto, come quando hai timore di dire merda, per paura di schiacciarla. (metafora poco elegante vabè)

Uno dei pazzi schizzi per un parco a tema su pinocchio.
Come dice il Prof. Ruffilli: “Moriremo senza essere compresi”…o moriremo nel tentativo di esserlo, aggiungo io.

« Se qualcosa può andar male lo farà. » (Legge di Murphy)
Vignetta al volo, suggerita da questa lampada moooolto vintage che casualmente era storta dopo le pulizie di camera.
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